Caro professore,

vorrei farti delle domande alle quali mi piacerebbe avere risposta sincera.

Quante volte hai umiliato un tuo studente? Quante volte ti sei rivolto a un bambino facendolo sentire un incapace? Quante volte hai trattato male un adolescente colpendolo nella sua autostima perché magari non ha fatto le cose come volevi tu? Quante volte lo hai deriso di fronte a tutti? Quante volte gli hai distrutto quell’immagine di sé abbastanza serena che tanto a fatica stava iniziando a maturare? Quanta ansia gli hai fatto provare?

Credi che quel tremendo batticuore prima di ogni interrogazione gli serva per crescere meglio? Credi che un 3 difficilmente recuperabile sia più educativo di un 5 che lascia aperta con più serenità la possibilità di farcela?

Ancora qualche domanda alla quale veramente vorrei avere risposta…

Con quale sentimento nutri i tuoi studenti? Cosa provano in tua presenza? E cosa provi tu mentre insegni la materia che dovrebbe appassionarti?

Lo so che a volte i ragazzi sono veramente impossibili, ingestibili, e che spesso è necessario usare maniere forti, ma ci sono tanti modi di essere forte e autorevole. Immagino che anche per te sia difficile, ti senti pressato in tante direzioni, ma lo è sicuramente più per loro; tu hai già le tue difese, hai già imparato a chiuderti al mondo dietro le tue convinzioni, loro no, stanno ancora cercando un modo per essere felici. O forse è proprio questo che vuoi passare ai tuoi ragazzi: che non c’è speranza…?

Tu credi ancora nella felicità? Sii sincero… con te stesso. Stai facendo quello che ti piace? Ti piace insegnare? Oppure ti senti una vittima di questo sistema che non lascia spazio ad altro che ai protocolli?

Mi spiace, sento la tua sofferenza, sento il tuo cuore trafitto dalle dure prove della vita, e probabilmente stai cercando di educare i tuoi studenti come sei stato educato tu. Vuoi prepararli alla vita in questo modo perché forse pensi il più appropriato. Forse credi veramente che l’umiliazione rafforzi e che l’ansia faccia crescere efficienti… proprio come è servito a te. Ma… a te… è servito?

Cosa pensi veramente dei tuoi studenti? Apri loro il tuo cuore per farli sentire, se non amati, almeno accolti, accettati, ben voluti? Ascolti ciò che veramente vogliono comunicarti, con i loro sguardi, con le loro parole spesso spezzate e dette male? Sei consapevole delle loro effettive difficoltà che possono andare ben oltre il “non ha voglia di studiare”?

Sai quali sono i sentimenti e i pensieri più frequenti dei tuoi studenti? Hai mai provato a chieder loro come si sentono veramente? Hai mai provato a chieder loro che immagine hanno di sé? Anche solo chiedendo questo, scopriresti un mondo sconosciuto che vive in ognuno di quei ragazzi che ti stanno davanti tutti i giorni.

Forse pensi che tutto questo non ti riguarda, che il tuo ruolo sia solo quello di entrare in classe e spiegare geometria o la grammatica inglese… Sì giusto… ma in che modo fai tutto questo? Insieme alle formule o alle regole grammaticali passa il sentimento con il quale tu insegni.

Cosa vuoi da loro? Per favore risponditi a questa domanda. Prepararli bene nella tua materia? Sì, certo, ma come si sentono mentre imparano?

Forse questo non ti interessa, ma io rifaccio la domanda: cosa provano i tuoi studenti mentre insegni la tua materia? Che sentimenti scorrono nei ragazzi mentre sei con loro?

Questa è una chiave antica, caro professore. E se riuscirai a insegnare nutrendo tutti loro di buon umore, serenità, accoglienza, sorriso, fiducia, stima… tu sarai felice. E loro anche. E quando la lezione sarà finita, magari sarai stanco per esserti messo così in gioco, ma ti sentirai bene, veramente bene, quel bene che si prova quando si sta facendo sul serio qualcosa per il mondo.

I miei figli ti stanno aspettando, sai? I figli di tutto il mondo ti stanno aspettando, caro professore. Per favore, non deluderli. Inizia subito, oggi. Grazie per assumere un ruolo così difficile e importante.

E se, invece, tu che leggi, è già tanto che sei un vero prof dal cuore aperto e sincero… grazie, sei prezioso, non mollare, c’è tanto bisogno di te.

Carlotta Brucco

Libro-Brucco-Telesca-Spirito-Fisica      Libro-Brucco-Cinque-Abbracci

 

brucco-prof3

 ..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *