… Assumono ora un significato diverso anche i primi versetti del Padre nostro:
sia santificato il Tuo Nome, venga il Tuo Regno,
sia fatta la Tua volontà
e non la volontà di quel Nulla che Tu, a volte, hai lasciato agire. E nei versetti seguenti, proprio la cooperazione tra l’uomo e Dio diventa il tema principale:
Tu dacci oggi il nostro pane quotidiano
Cioè: facciamo in modo, noi e Tu, che il Nulla non prenda forma nei nostri bisogni. Noi, dal canto nostro, ci impegniamo a considerare soltanto i nostri bisogni autentici e attuali, a badare soltanto a ciò di cui abbiamo davvero bisogno adesso – e non a ciò di cui avevamo bisogno tre, cinque, dieci anni fa, o di cui avevano bisogno i nostri genitori, o nonni, o magari i nostri capi, o di ciò di cui forse potremmo aver bisogno in futuro: proprio in quei bisogni presunti, infatti, il Nulla trova spesso il modo di insinuarsi e di rovinarci. Ma Tu, intanto, aiutaci, con la tua illimitata abbondanza. E
Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori
Noi ci impegniamo a non dare più peso al passato: rancori, rimpianti, rimorsi sono infatti un altro terreno prediletto dal Nulla; basti pensare al Nulla in cui rimane aggrovigliato chi, specialmente in certi Paesi, abbia a che fare con avvocati e giudici. Ma anche Tu, per opporti al Nulla, non dare peso al nostro passato: aiutaci a cancellarlo sempre. Tu lo puoi, no?
E liberaci dal male
Liberaci, in tal modo, da ciò che per noi in terra è male: Tu in cielo non hai di questi problemi, per Te è tutto divino, ma noi siamo qui in basso a combattere, nel Tuo mondo ancora imperfetto. Altrimenti, se Tu e noi non stiamo dalla stessa parte, come potrà venire il Tuo Regno?
Igor Sibaldi
(Continua)
Video: I cinque nemici del tuo sviluppo
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