Cari amici ricercatori,

con piacere riprendo a scrivere dopo la pausa estiva presentandomi con un nuovo blog piuttosto particolare. E’ una sfida con me stesso perché questo argomento si è prestato a ripetute banalizzazioni; infatti la figura del guerriero è molto suggestiva e fa gola a tutti coloro che fanno commercio della spiritualità, cavalcando la tendenza attuale ad annacquare i valori più alti per renderli digeribili a coloro che vorrebbero

cambiare la propria vita senza alcun impegno.

Come psicoterapeuta sento il rischio di essere anch’io accomunato a questi pseudo-ricercatori che si sono impadroniti di una nobile Tradizione, imparandone il linguaggio esteriore, per vantare delle conoscenze masticate e mai vissute.

La mia aspirazione è tentare di esprimere in un blog che cosa veramente significa seguire la Via del Guerriero e che cosa comporta, adoperando un linguaggio attuale che tenga conto dei nuovi paradigmi del pensiero olistico. Cercherò di essere semplice, ricordando che la semplicità è una conquista del ricercatore e non è sinonimo di banalità e superficialità. La semplicità infatti si coglie quando si è acquisita una comprensione realeche è frutto di esperienza.

Inizio col dirvi che la via del guerriero non è uno dei vari percorsi interiori e spirituali e che quindi non comporta una scelta di cambiamento o di appartenenza. Esemplificando, per seguire la via del guerriero non si deve abbandonare il cammino che già qualcuno ha scelto. Con più precisione intendo dire che chi pratica zen non deve lasciarlo, chi si sente vicino ad un Maestro e ad una via spirituale non deve assolutamente cambiare. La via del guerriero è trasversale, anche se ci sono sfumature diverse, ma non essenziali, tra le Tradizioni.

Un cristiano può essere un guerriero quanto un islamico, un buddista o un vedantino.

La via del guerriero è un modo d’essere sostanziale ed è assolutamente non cruenta. Comporta un vero lavoro sulla propria personalità e sull’essenza. E’ una via umile, sincera e nobile per ritrovare la dignità umana, l’apertura del Cuore, il contatto con l’anima, l’amore per l’essere umano, per la Vita e per la Terra. Il RISPETTO per ogni essere è una qualità fondamentale del guerriero. Comprenderete quindi che un simile rinnovamento deve riguardare ogni essere umano, indipendentemente dalla sua appartenenza.

Ma un concetto va sottolineato:

se si è sinceri, si abbandona ogni credenza oscura, ogni visione settaria, ogni estremismo, ogni forma di falsa spiritualità.

continua

http://youtu.be/X_1736uEETU..

Cari amici,

Alcuni argomenti che tratteremo rientrano nella cosiddettaQabbalah, cioè in quella «tradizione orale» le cui origini si perdono sui confini tra l’antico Egitto e l’antica Palestina: sapienza finissima, audace, che riunisce in sé elementi di molte culture e alimenta un’immensa bibliografia. Cominceremo raccontando qualcosa sul cosiddetto «alfabeto sacro», cioè l’alfabeto ebraico letto in chiave geroglifica: ottimo metodo di meditazione, catalogo di simboli e di temi mistici, strumento indispensabile – come vedrete, – per orientarsi negli antichi segreti (e nella sapienza in genere).

Proseguiremo poi con vicende sacre, storie di creazione e storie della fine, e poi chissà. Certo, chiunque se ne intenda un po’, arriccerebbe il naso all’idea di parlare di Qabbalah in un blog: «Chissà come sarà superficiale! Due paginette a puntata…» Ma quelli che se ne intendono un po’ di più sanno anche che una sorprendente caratteristica della Qabbalah consiste nell’impossibilità di insegnarla. Non si può esserne, cioè, né maestri né allievi. La si può solo conoscere; più precisamente ancora: puoi solo accorgerti di conoscerla. Chi ne parla, in ogni epoca, lo fa nella speranza che in quanti lo ascoltano si desti quellaconoscenza, come se ci fosse sempre stata, latente, in attesa – come le belle addormentate delle fiabe – e per far ciò, due paginette a puntata bastano e avanzano.

Unica condizione perché avvenga questo strano fenomeno è, ripeto, che non siate timidi. Fidatevi di voi. Forse qualche secolo o millennio fa sapevate benissimo le cose di cui parleremo, e ora ve ne state soltanto ricordando.

Continua

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