Il guerriero è fondamentalmente portato all’azione, e ciò riguarda anche la sua ricerca interiore. Ma la sua azione ha solide radici perché nasce da un’adeguata preparazione.
Egli approfondisce le vie spirituali tradizionali, ne conosce la teoria e i principi, ma preferisce sperimentare direttamente in maniera continua e con determinazione.
Sa che c’è molta distanza tra i principi e la pratica. E’ anche consapevole che ha valore solo ciò che ha realizzato. Quindi non si arroga il diritto di sfoggiare una grande conoscenza e se parla delle vette dello spirito, lo fa citando i maestri e con estrema umiltà.
In ogni Via Tradizionale si parla di Unità, ma esiste anche il nostro relativo in cui ci muoviamo e quell’Unità è per noi un vago profumo.
Il guerriero quindi conosce, sperimenta e osserva.
Percorrendo la Via, il guerriero si spoglia sempre di più fino a restare nudo. Questa è la sua forza!
Non vuole essere bravo, saggio, sapiente…
Quanto sollievo dà questa assenza di pretese!
Che pace, che leggerezza! Non dover dimostrare più niente ci rende inattaccabili…