Yeyale’el, che regna in questi giorni, è un po’ la Santa Lucia dell’Angelologia. Ha e dà il dono del vedere chiaro e lontano: un vero toccasana, per chi abbia cominciato a liberarsi del passato. A proposito di Santa Lucia, nella tradizione popolare catalana c’è una Madonna che le somiglia molto: la cosiddetta Madonna dai Begli Occhi, venerata in Catalogna, a Gerona – che, tra l’altro, fu in passato una delle capitali della Qabbalah, ed è la patria dell’amato Bernad-Thermes, in arte Haziel. Si chiama Madonna dai Begli Occhi perché pare conceda la grazia di vedere il mondo con ottimismo: di apprezzare molto ciò che è bello, e di non dar peso al brutto. Fate perciò una puntatina alla cattedrale di Gerona, se vi capita. Ne vale la pena.
Tornando a Yeyale’el, il suo potere visivo ha un significato molto speciale, direttamente connesso sia con la liberazione dal peso del passato, sia anche con la vostra personale possibilità di incontrare veramente un Arcangelo. Ora provo a dirvelo. Bisogna innanzitutto sapere che ogni Coro angelico ha, nella tradizione, un suo ben preciso colore delle ali. I Principati, per esempio, hanno il colore rosso. I Serafini, il violetto. I Troni, il grigio-mercurio. Gli Arcangeli hanno invece ali multicolori – e così vengono appunto raffigurati, spesso, nella pittura sacra. Multicolori sta a significare, in realtà, di TUTTI i colori, e indica un modo di percepire la realtà assai diverso da quello a cui ricorriamo di solito. Di solito, nella realtà noi guardiamo e vediamo soprattutto i contorni delle cose. Spigoli, angoli, limiti. Ma i contorni delle cose sono il PASSATO delle cose stesse: sono, appunto, i limiti entro cui il passato le ha costrette. Un albero, dopo varie traversie del suo passato, è diventato una sedia, o un tavolo, o magari un burattino, perché così l’hanno tagliato. Allo stesso modo anche voi siete diventati i tali o i tal’altri, perché così ha voluto il vostro passato. Ora, invece, proviamo a guardare il mondo in modo arcangelico: focalizzando l’attenzione non sui contorni, ma solo sui colori. E non su un colore soltanto, ma su tutti. Proviamo a vedere nel mondo i colori e basta. Uno, due, tre, via!
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È difficile? Sì, è vero. Dà una leggera vertigine e subito si torna a guardare i contorni. È una grazia troppo intensa, concessa da quella Madonna di Gerona: è tutto TROPPO BELLO, se si guardano i colori soltanto. Non c’è più niente di brutto. E tutto diventa terribilmente, vertiginosamente ADESSO, qui e ora: sia le cose, sia le persone, sia anche tu. Ecco, quella vertigine è precisamente la soglia dalla quale un Arcangelo può cominciare a parlarvi (non con le parole, s’intende: anche le parole sono contorni. Gli Esseri celesti parlano solo con i contenuti, con i colori dei significati).
Chi sa un po’ di neurologia, avrà certamente intuito che in questo esperimento dei colori si manovra l’equilibrio tra emisfero sinistro (che vede appunto i contorni) ed emisfero destro (che vede i contenuti). Ed è proprio così. È lo stesso esperimento che fece Gesù con i discepoli che pescavano poco, quando disse «Buttate le reti A DESTRA della barca e troverete» (Giovanni 21,6). Fecero infatti una pesca notevole, aprendo gli occhi a destra. Riprovate, quando avrete un problema, un dubbio, e provate a reggere alla vertigine.
continua..