È giunto il momento di imparare dalle forze naturali.

Lei, l’acqua, già nel tragitto in barca verso La Digue, aveva provato a farsi viva. Il ferry ballava tre le onde, che avevano quella profondità lenta ma inesorabile per lo stomaco tipica dell’Oceano Indiano. Quasi tutti attorno a me si erano già muniti di apposito sacchetto per il mal di mare… Io allora ho chiuso gli occhi; per cambiare la realtà basta volgere lo sguardo altrove.

A occhi chiusi sentivo la forza dell’acqua. Sentivo l’ondeggiare non più come qualcosa di fastidioso ma come la forza immensa dell’elemento. Ero in connessione con lei, con la natura fluente e mobile del suo dispiegarsi. Poi, mi sono addormentata.

Una volta scesa dal ferry, tra i pochi scampati al mal di mare, pronta per esplorare l’isola, non ho più pensato a quel contatto interiore. Ma di nuovo, il giorno successivo, immergendomi nelle acque di Anse Source D’Argent, ho avuto la stessa chiamata.

L’acqua chiamava a un contatto, chiedeva ascolto. Allora ho chiuso gli occhi, nuotando in avanti come verso l’infinito. Ero avvolta da acqua, mentre le cellule più superficiali della mia pelle celebravano un matrimonio liquido con le molecole risonanti dell’elemento.

Potevo sentire l’elemento. Potevo avere informazioni da esso. Vi era una precisa intenzione che la forza cosmica “acqua” in quel momento aveva. Voleva il mio ascolto, e aveva precise qualità.

La sua energia aveva queste caratteristiche: insistente, caparbia, perentoria. Tutto il contrario della fluidità come forse noi la intendiamo.

È così che mi ha spiegato la sua inesorabilità: “Sono ciò che mai si ferma, che massimamente penetra, che senza sosta scorre, ciò che non conosce ostacoli, che nel fluire cattura e vince, che mai si arrende, che sempre giunge dove vuole. Dura nel fluido e soprattutto ferma nella dinamica. Io non mi muovo, altre forze mi conducono, il vento, la Luna, il caldo, il freddo, la forma delle pietre che incontro, i pendii e le cascate … Io sono ferma, io sono immobile, nel profondo sempre calma, là dove nessuno mi raggiunge. Ciò che mi muove mi rende un servizio. Sono ferma eppure fluisco ovunque. Per questo sono anche il femminile. Non sono gentile, sono inarrestabile“.

Molto tempo fa, per un breve periodo, ho avuto paura dell’acqua.

Erica F. Poli

 


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